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SUL VENETO

Impressioni

    L'articolarsi di questo territorio permette di spaziare dalla montagna al mare seguendo ogni possibile itinerario di natura e d'arte, dai paesaggi innevati e rocciosi, tra scorci di meraviglia dolomitica, incrociando castelli, palazzi, ville magnificenti, ed ogni traccia d'epoca imponente, in stato di splendida conservazione.
    Dalle straordinarie testimonianze romane, il tempo si sussegue con un medioevo che costella di basiliche sfolgoranti le bellissime città, talvolta ancora cinte da intatte mura merlate.
    Entrandovi ci si tuffa in un'altra dimensione temporale, che profonde man mano i suoi riferimenti di memoria antica e d'aulico sapere.
    Nella campagna, attraverso la successione delle architetture palladiane, si viene ancora sontuosamente accompagnati per luoghi d'incantevole bellezza, per spazi di natura verdeggiante e lieta.
    Quindi il miracolo della laguna, e i suoi abitati sorgenti dalle acque come divinità anfibie, che ovunque spandono il loro canto conturbante, illuminando di sfarzoso bagliore.
    Faro della cultura e di bellezza, tutto ci incanta procedendo nella profusione dorata di ricchezze, con le mescole di luce nell'iconografia musiva bizantina, negl'intagli gotici fioriti, fino alla monumentalità classicista dell'ispirazione rinascimentale, che si propaga a rappresentare l'ideale di ciò che possiamo considerare umana civiltà.
   


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VENETO
VENETO
DA VISITARE

Il Palazzo Ducale di Venezia

    Edificato già a partire dal sec. IX come castello, divenne successivamente palazzo di rappresentanza dei dogi, fino ad assumere il suo sontuoso aspetto, trionfo dell'architettura gotica veneziana, fra il '300 e il '400.
    Sede del potere economico, commerciale e politico della Serenissima, fu nel tempo ampliato, arricchito di opere d'arte, e rimaneggiato anche a seguito di ampi restauri, in particolare dopo i gravi incendi del 1483 e del 1574.
    L'inconfondibile caratteristica dell'edificio è data dai loggiati inferiori, che conferiscono aerea leggerezza alla base, sovrastata però dal poderoso corpo superiore, ricoperto di tarsie marmoree, su cui si stagliano le sagome scure dei grandi finestroni ogivali, con un singolare effetto di inversione statica.
    Il portico deve il suo aspetto ribassato alle opere di rialzo del piano di calpestio per contrastare il progressivo innalzamento del livello del mare.
    Le facciate sul molo e sulla piazzetta sono arricchite da balconi centrali, aggiunti nel Quattrocento, e da vari gruppi scultorei coevi e successivi.
    L'accesso al Palazzo è dato dalla celebre Porta della Carta, costruita da Giovanni e Bartolomeo Bon, dominata dal Leone di San Marco e da una trifora a colonnine tortili.
    Raggiunto il cortile interno, si sale quindi al piano dei loggiati attraverso la Scala dei Giganti, che prende il nome dalle due colossali statue di Marte e Nettuno ai suoi lati, opera del Sansovino.
    Salendo per la Scala d'Oro, ricca di stucchi e decorazioni sfarzose, si giunge al piano nobile ed all'immensa Sala del Gran Consiglio, la cui decorazione fu affidata a Veronese, Palma il Giovane e Tintoretto che rivestì l'intera parete di fondo, dietro al trono: il suo Paradiso rappresenta la più grande tela al mondo.
    Adiacente è quindi la Sala dello Scrutinio, parimenti fastosa, che termina con un maestoso arco trionfale di Andrea Tirali.
    Affacciati sul Rio di Palazzo sono invece gli appartamenti del doge e gli ambienti giudiziari.
    Al secondo piano si trova la Sala delle Quattro Porte, che deve il suo nome ai maestosi portali marmorei e che conserva splendide decorazioni pittoriche di Tintoretto, Tiziano e Tiepolo.
    Seguono la ricca e solenne Sala del Senato, con opere di Tintoretto e Palma il Giovane, la Sala del Consiglio dei Dieci e la Sala della Bussola.
    Si aggiungono poi gli ambienti giudiziari del secondo piano e gli ambienti dell'Amministrazione.
    Al di là del Rio si trova l'edificio delle Prigioni Nuove, al quale il Palazzo Ducale è collegato dal celeberrimo Ponte dei Sospiri.
   


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