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Stemma
SULLA TOSCANA

Impressioni

    L'immagine inconfondibile delle colline, che si susseguono dal mare all'Appennino, con la vegetazione dal fondo verde ed oro screziato di cipressi, sembra introdurre il viandante dentro un'opera pittorica sapientemente pennellata.
    È quindi inevitabile avvertire il senso dell'arte solo respirando quest'aria, cosicché il trapasso dallo splendore paesaggistico a quello dei centri cittadini appare tanto naturale da sembrare progettato come il disegno d'un affresco immenso.
    Le vedute d'insieme appagano già la vista, che ne viene coinvolta e catturata tanto da faticare a distoglierne l'attenzione, ma avvicinandosi e discendendo nel particolare si scopre il senso della perfezione ad ogni livello, fino al dettaglio più minuto.
    L'artista toscano è infatti anche eccellentissimo artigiano, al punto che è difficile distinguere la tipologia di manufatto, perché anche l'uso quotidiano qui si fa degno di un capolavoro.
    Risalgono a tempi antichissimi, il senso e il gusto delle belle forme, ed anche i più estrosi slanci creativi si piegano alle esigenze ad ai criteri della giusta proporzione.
    Nulla appare fuori posto, tutto risulta integrato e armonizzato, come una tavolozza cromatica sapientemente dosata e miscelata.
    L'equilibrio formale, pur nelle ambizioni più monumentali degli edifici civili e religiosi, riporta sempre ogni opera ad un dimensionamento perfetto.
    La profusione di qualità estetica, poi, è talmente eccezionale da arrivare a sconvolgere le menti sensibili, fino ad un estatico stupore.
    Perché nel contatto con questi concreti ideali di bellezza, qualcosa irrimediabilmente si trasforma: plasmati intellettualmente dalla meraviglia suscitata da ogni espressione figurativa, giungendo fino allo sbalordimento di fronte all'audacia brunelleschiana, si acquisisce traccia indelebile dello spirito dei grandi, e ci si conforma ai principi dell'umanistico sentire.
    Così, attraverso la meditazione sulla maniera delle menti eccelse, irrompe finalmente il pensiero originale, che valica ogni ardita prospettiva, indirizzandosi verso l'asintoto incommensurabile del genio.
   


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TOSCANA
TOSCANA
DA VISITARE

Galleria degli Uffizi

    Gli Uffizi di Firenze furono originariamente voluti da Cosimo I de' Medici per accorpare gli uffici amministrativi e giudiziari del Ducato in una sede prossima al Palazzo della Signoria.
    Venne quindi concepito da Giorgio Vasari il monumentale edificio a due bracci porticati, che fu realizzato a partire dal 1560 e completato nel 1580 da Bernardo Buontalenti.
    Al Vasari si deve anche il celebre Corridoio che, attraverso gli Uffizi e snodandosi per la città, collega Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti.
    Il primo nucleo della Galleria venne costituito dal figlio di Cosimo, Francesco I, che fece chiudere l'originario piano loggiato per ospitarvi la propria collezione di opere d'arte e cimeli, comprendente già una magnifica serie di dipinti e sculture.
    In particolare, per esporre degnamente i reperti archeologici, venne realizzata dal Buontalenti la sfarzosa Tribuna ottagona, dalla cupola incrostata di madreperla e con pavimento in marmo intarsiato, ispirandosi al modello classico della Torre dei Venti di Atene, celebrata da Vitruvio.
    La collezione si arricchì con Ferdinando I, e continuò ad ampliarsi con i successori, fino alla morte di Gian Gastone, con cui si estinse la dinastia medicea, nel 1737.
    Le raccolte fiorentine della famiglia vennero quindi cedute alla sopravvenuta dinastia dei Lorena, con la convenzione che restassero come patrimonio alla città.
    La Galleria fu quindi sottoposta ad una riorganizzazione in base a moderni criteri funzionali e razionalistici, venendo aperta al pubblico nel 1769.
    Le opere esposte, ed in particolare i dipinti, tra cui alcuni dei più grandi capolavori dell'arte di tutti i tempi, ne fanno uno dei musei più famosi ed importanti del mondo.
    Nelle decine di sale si possono ammirare artisti quali Cimabue, Duccio di Buoninsegna e Giotto, con le loro splendide Maestà, Masaccio, Gentile da Fabriano, Paolo Uccello, con la famosa Battaglia di San Romano, Beato Angelico, Antonello da Messina, Piero della Francesca, con i Ritratti dei Duchi d'Urbino, Filippo Lippi, Andrea Mantegna, Antonio e Piero del Pollaiolo, Sandro Botticelli, con le celeberrime tavole della Primavera e della Nascita di Venere.
    Ed ancora, Leonardo da Vinci, con l'Annunciazione e l'incompiuta ma stupefacente Adorazione dei Magi, Pietro Perugino, Luca Signorelli, Michelangelo Buonarroti, con il magnifico Tondo Doni, Raffaello Sanzio, con la famosa Madonna del Cardellino, Andrea del Sarto, con la Madonna delle Arpie, Giovanni Bellini, Tiziano, con la grande Venere di Urbino, Jacopo Pontormo, Rosso Fiorentino, Agnolo Bronzino, con il celebre Ritratto di Eleonora da Toledo, Correggio, Parmigianino, con la Madonna dal collo lungo, Caravaggio, con il famoso Bacco e la Testa di Medusa, Tintoretto, Rubens, Rembrandt, Guido Reni.


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Regione