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Stemma
SUL PIEMONTE

Impressioni

    Montagne, laghi e luoghi d'arte riempiono questa terra di varietà e colori, puntando al cielo con la grandiosità di monumenti che dall'antichità svettano orgogliosi contro il profilo delle Alpi.
    Le città cariche d'arte offrono centri di meravigliose costruzioni, moltiplicatesi nella storia ed ancora intatte nella loro solenne imponenza.
    Dalla pianura emergono le torri medievali di basiliche opulente e di borghi e castelli affascinanti.
    Quindi una costellazione di regge e palazzi che conduce gradatamente alla magnificenza della capitale barocca.
    Torino esibisce strade ricche e fastose, seppure rigorose nelle loro linee, che si perdono all'infinito, accompagnando in un percorso culturale che spazia dalla romanità al post-moderno.
    I parchi e i giardini disegnati da celebri paesaggisti avvolgono con la loro natura vivace, ora selvatica, ora dolcemente coltivata dalla mano dell'uomo, in un insieme di lussureggiante bellezza.
    Quadri di straordinaria potenza evocativa, di struggente e malinconica contemplazione, si affastellano tra le mura antiche, tra i boschi e i laghi, fino ai monti, che con il loro profilo azzurro circondano la vista e la raccolgono attorno all'incanto delle verdi valli, disegnate dalle anse gorgoglianti degli affluenti del Po.
   

Scenari barocchi

    A partire da Emanuele Filiberto, che trasferisce la capitale del ducato da Chambery a Torino, i Savoia intendono gettare le premesse di uno stato piemontese fortemente accentrato, esprimendo la propria visione politica attraverso la progettazione di un ambizioso apparato scenografico e monumentale in grado di celebrare adeguatamente il proprio potere e i fasti della corte.
    La pianificazione delle residenze periferiche e centrali crea dunque un complesso di impressionante magniloquenza, trasformando un capoluogo di modeste dimensioni, seppur d'illustre passato, in una sorta di reggia estesa, la cui unità formale è rappresentata da uno stile di esuberante ricchezza ed invenzione decorativa, all'interno però di una strutturazione regolare ed imponente, ad evidenziare la vocazione militare della dinastia, esprimendo al contempo rigore ed innovazione, sobrietà e ricchezza, potenza e sofisticatezza.
    L'uso esteso di un materiale povero ma versatile come il mattone, con le conquiste più all'avanguardia dell'architettura, consente la realizzazione di un'impressionante sequela di edifici grandiosi, che trasformano completamente l'antico centro romano e medievale in una capitale moderna e funzionale, in grado di rappresentare degnamente lo Stato e generare nel visitatore ammirazione e stupore.
    La profusione barocca si innesta peraltro in una stupefacente celebrazione della natura, attraverso la realizzazione di immensi parchi e giardini di fama leggendaria, creando un insieme organico di fusione paesaggistica che diventerà per secoli il modello della reggia europea, a cominciare dalla diretta discendente Versailles.
    La funzione del barocco assume quindi una dimensione politica precisa, di integrazione tra le intenzioni pratiche ed estetiche di uno stato ambizioso, ma sapientemente strutturato, con una capacità di accentramento simbolizzata proprio dal principio di convergenza di tutte le direttrici verso il fulcro, tipica di questo stile il cui fine è al contempo pragmatico e "maraviglioso".
    Tutto ruota allora attorno alla piazza dell'antico "Castello" romano, che nella spettacolosa visione del gran cerimoniere Juvarra rappresenta la legittimazione e la continuità del potere fin dall'epoca imperiale, alle cui strutture millenarie viene appoggiata una fastosa scenografia, verso cui tutto converge e da cui tutto si parte.
    Palcoscenico ideale di una città in forma di teatro, dunque, destinata alla perfetta rappresentazione di un potere regale che appare tanto lungimirante da anticipare già il proprio destino risorgimentale, con l'occhio volto verso l'Urbe e il suo trionfo di classicità.
   


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PIEMONTE
PIEMONTE
DA VISITARE

Museo d'Arte Orientale di Torino

    Allestito nello storico palazzo Mazzonis, il MAO - Museo d'Arte Orientale di Torino - dispone di una delle raccolte artistiche asiatiche più interessanti d'Italia, con 1500 opere distribuite in cinque distinte gallerie, per i quattro piani dell'edificio.
    Al piano terra si trovano raccolte dell'Asia Meridionale: dalla regione del Gandhara, area compresa tra Afghanistan e Pakistan, con i fregi del grande Stupa di Butkara e una raccolta di statue in scisto, stucco e terracotta; dall'India, con esempi di arte dal sec. II a.C. al sec. XIV d.C., in particolare Shunga, Kushana e Gupta; dal SudEst Asiatico, con opere d'arte tailandese, birmana e cambogiana del periodo Khmer.
    Al primo piano sono ospitate le raccolte provenienti dalla Cina antica, databili dal 3000 a.C. al 900 d.C. circa, con esempi d'arte funeraria dei periodi Han e Tang ed altri reperti fin dall'epoca neolitica.
    Al primo ed al secondo piano si trova esposta la produzione artistica del Giappone fino al periodo Edo, con statue lignee ispirate al Buddismo, dal sec. XII al sec. XVII, paraventi decorati del sec. XVII, dipinti, xilografie ed oggettistica di raffinata fattura.
    Al terzo piano è collocata un'importante collezione di arte buddista tibetana, con sculture in legno e in metallo, strumenti rituali, tempere dal sec. XII al sec. XVIII, nonché copertine lignee di testi sacri intagliate e dipinte.
    Al quarto piano si dispiega infine la galleria di arte islamica, da Medio Oriente, Persia, Turchia ed Asia Centrale, con una ricca collezione di ceramiche invetriate, dal sec. IX al sec. XVII, pregevoli raccolte di bronzi, di manoscritti, di cui si evidenzia la qualità estetica della calligrafia, e una preziosa collezione di velluti ottomani.
   


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