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Stemma
SULLE MARCHE

Impressioni

    Percorrendo le strade fra le colline di questa terra sorprendente, così carica di tesori preziosi d'ogni epoca, si avverte il trionfo del pensiero umanistico, che trova espressione aulica e perfetta nella magnificenza di palazzi concepiti in un disegno di città ideale, in cui tutto risponde ad una funzionalità strutturalmente estetica.
    Si rimane catturati da questo territorio incantato, che tra rilievi e valli dorate si perde all'orizzonte come il susseguirsi ondoso di un mare verdeggiante.
    Da qui presero le mosse menti illustri, proiettandosi nel firmamento rinascimentale, come astri nascenti e poi perenni, a segnare la rotta di ogni navigante dell'arte e della bellezza.
    La cultura trasuda dalle pietre, dai cotti e dalle malte che cementano le costruzioni, assurte a monumenti del sapere, da cui hanno tratto le loro visioni trascendenti artisti sommi.
    Ancora si possono percorrere, dunque, tra gli antichi tracciati dei centri storici, nuove strade del concepire umano, che portano a ripensare i parametri di qualità della nostra esistenza, in una tale visione di armonia e levità.
    Ogni passo rappresenta un tuffo nel passato, che si mantiene legato intimamente al presente e al futuro, in una perpetuità che scavalca il concetto di limite temporale.
    Un posto ideale dove fermarsi e meditare sulla direzione della propria vita, e sulle proprie aspirazioni, che qui sembrano diventare improvvisamente più vivide, più lungimiranti e più elevate.
   


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MARCHE
MARCHE
DA VISITARE

Il Palazzo Ducale di Urbino

    L'opera che più ha eternato la memoria di Federico da Montefeltro fu inizialmente affidata, a metà del '400, al fiorentino Maso di Bartolomeo, che si occupò di raccordarvi l'antico palazzo della Jole, sede del Duca fino ad allora.
    È però al successivo intervento dell'architetto dalmata Luciano Laurana che si deve il progetto del grandioso "palazzo in forma di città", nel quale si unirono, al raffinato senso dell'estetica e delle proporzioni rinascimentale, le più avanzate tecnologie abitative e la più efficace ingegneria militare.
    Il tratto distintivo dell'edificio, così caratteristico anche nella definizione del profilo della cittadina, è certamente la facciata dei "Torricini", la cui sottile verticalità alleggerisce l'imponenza della mole, rapportandola all'elegante successione delle logge centrali.
    All'interno si apre quindi il celebre Cortile d'Onore, capolavoro di armonia e compostezza classica, da cui, attraverso il sontuoso Scalone, si accede agli appartamenti di rappresentanza, il cui fasto culmina nell'imponente Sala del Trono, ma le cui meraviglie sembrano concentrarsi simbolicamente nel piccolo eppure magnifico Studiolo, destinato al raccoglimento del Duca tra i ritratti di uomini illustri, a volerne ispirare il pensiero e le gesta.
    Stupefacente l'arredamento ligneo intarsiato ad effetto d'illusionismo prospettico, su disegni del Botticelli.
    La costruzione sarà successivamente ampliata con un secondo piano nel secolo XVI dall'architetto Girolamo Genga, alterando peraltro la fisionomia esemplare del progetto originale.
    Oltre alla ricchezza degli arredi, il palazzo pullulava originariamente di opere d'arte d'immenso valore, disperse oggi tra i musei più importanti del mondo, e vantava una ricca biblioteca di oltre 2000 volumi miniati, costituendo uno dei più importanti scrigni di tesori del Rinascimento.
    Spogliato in particolare dopo il passaggio alla Santa Sede, la nudità della struttura ne fa risaltare ancora di più la perizia architettonica, che culmina nelle invenzioni degli ambienti destinati all'uso domestico, con gli avanzati sistemi idraulici che alimentavano i bagni e le cucine, e la singolare "Neviera".
    L'allocazione nell'edificio della Galleria Nazionale delle Marche ha consentito un parziale recupero della profusione artistica originaria, con opere di Paolo Uccello, Giusto di Gand, Raffaello e Tiziano, oltre ad importanti raccolte di pittura, sculture in pietra, in terracotta ed in legno policromo e dorato, pannelli intarsiati, mobili, arazzi, disegni e incisioni dal Trecento al Seicento.
    Spiccano, in particolare, i due capolavori di Piero della Francesca, la "Flagellazione" e la "Madonna di Senigallia", oltre alla celebre "Città Ideale", attribuita al Laurana, simbolo dell'estetica urbanistica rinascimentale.
   


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