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SUL LAZIO

Impressioni

    Dopo oltre due millenni si ha ancora la sensazione che non sia tramontato lo splendore dell'Impero, che vede nella centralità di Roma il proprio fulcro concepito e realizzato.
    L'enormità culturale ed artistica della Città Eterna sovrasta di troppo qualunque altro centro del mondo, tanto da non potersi porre neppure il minimo confronto.
    Ogni realizzazione dell'uomo qui sembra infatti aver toccato il suo apice, e con tale abbondanza che lo straordinario appare consuetudine.
    La mole di San Pietro sovrasta non solo l'idea di Cristianità, ma anche della capacità realizzatrice umana, ispirata dal senso del divino.
    La cupola grandiosa rappresenta il vertice del potere spirituale, e si riallaccia idealmente alla perpetua immensità della calotta del Pantheon, nella prosecuzione del potere temporale, spogliato e trasformato superficialmente, eppure intatto.
    Un'ideale continuità con il mondo antico il cui tessuto si espande oltre le mura, a pervadere l'intero territorio.
    Il gigantismo dell'architettura, la magnificenza delle espressioni artistiche, che si esaltano nell'esuberanza del pensiero e dell'arte michelangioleschi, sembrano dettati dall'esigenza di confarsi alla monumentalità che diventa modello, travolgendo ma senza sconvolgere, grazie alla miracolosa armonia ed al perfetto equilibrio delle proprie esternazioni.
    Dentro e fuori la cerchia cittadina, il compenetrarsi tra l'opera muraria e scultorea dell'uomo ed il rigoglio della natura si estrinseca poi nel lussureggiare delle ville, dei parchi, tra i colli, fino a borghi cristallizzati nel tempo, che punteggiano di storia viste di sconfinata bellezza.
    Scorci di vallate e dirupi, in cui lo sguardo si tuffa valicando la realtà, alla ricerca di un ideale di assoluto, d'immenso e di paradisiaco.
   


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LAZIO
LAZIO
DA VISITARE

Galleria Borghese a Roma

    La Villa Pinciana, destinata alla Galleria, fu voluta dal cardinale Scipione Borghese, nipote del Papa Paolo V, e realizzata in splendide forme dall'architetto Flaminio Ponzio all'inizio del XVII secolo.
    L'intenzione era di farne un luogo d'arte, musica, studio e cultura, ed in particolare per l'esposizione di oggetti ed esemplari non solo d'arte antica e moderna, di cui il cardinale era appassionato collezionista, ma anche della natura, con rare piante, animali e fossili, e perfino della tecnologia contemporanea, con varie invenzioni, ingranaggi ed orologi.
    Molte opere furono fatte assegnare al "cardinal nepote" dal papa, anche attraverso confische e perfino trafugamenti, come nel caso della famosa "Deposizione" di Raffaello, originariamente nella chiesa di S. Francesco a Perugia.
    Nel 1807 Camillo Borghese intaccò la collezione vendendo a Napoleone una gran quantità di oggetti, che costituiscono oggi il fondo Borghese del Louvre.
    Successivamente, tuttavia, le gravi lacune saranno colmate con nuovi materiali provenienti da recenti scavi archeologici e da ulteriori opere recuperate da altre dimore gentilizie.
    Nel 1827 inoltre, fu acquistata a Parigi la celebre Danae del Correggio.
    Oggi la Galleria conserva sculture, bassorilievi e mosaici antichi, nonché una straordinaria raccolta di dipinti e sculture dal XV al XVIII secolo.
    La collezione vanta capolavori di Antonello da Messina, Giovanni Bellini, Pinturicchio, Botticelli, Raffaello, Tiziano, Correggio, Caravaggio, Lotto, Rubens, nonché alcune celebri sculture di Gian Lorenzo Bernini, tra cui lo stupefacente gruppo dell'Apollo e Dafne, e di Antonio Canova, con il famoso ritratto di Paolina Bonaparte Borghese, eseguito tra il 1805 e il 1808.
   


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