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Stemma
SUL FRIULI VENEZIA GIULIA

Impressioni

    Le rocce grigie, come volti di saggi, stendono le proprie ombre verso i boschi e il mare.
    Un senso di forza e di compostezza circonda il viaggiatore, nell'attraversare il vario territorio, fino alle torri di Miramare, tanto care all'ispirazione romantica, che racchiudono, tra le loro mura abbaglianti, struggenti ricordi di amori ed ambizioni coltivate e perdute.
    Custodiscono ancora, nella conservazione intatta degli arredi, le dorature ed i vezzi di un'epoca tramontata e mai dimenticata.
    Sulle superfici levigate, si riflettono i raggi del tramonto, arrossandone i profili, ed allungandosi sulle coste mutevoli, tra promontori, spiagge ed anfratti accarezzati dall'acqua cristallina.
    Si percorrono le strade antiche, fino alle meraviglie delle basiliche romaniche, ed ai resti di un passato insigne, in cui affonda le sue radici una cultura brillante e variegata, tra spazi e forme di memoria romana e medievale, e poi ancora veneziana ed asburgica, ora imponente e severa, ora fiorita.
    Quindi si gode il riverbero delle piazze ventose e scintillanti di bianco e di colori che si stemperano nel cielo e nel mare.
    Il senso di pace e di poesia intimista solletica i pensieri creativi, mentre la vista si dissolve tra galeoni di nuvole in corsa fino alle soglie delle montagne, raggiungendo i picchi frastagliati e iridescenti.
    Si stagliano, queste frange naturali di roccia, nella prima luce dell'alba, come mura solenni e protettive, animate da corpi e volti stilizzati, invitando al raccoglimento e alla contemplazione degli orizzonti alpini.
    Ed oltre quei confini, si può lasciare che la mente corra ancora, lontano, verso il levare del sole.
   


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FRIULI VENEZIA GIULIA
FRIULI VENEZIA GIULIA
DA VISITARE

Basilica di Santa Maria Assunta ad Aquileia

    Voluta dal vescovo Teodoro nel 313, dopo l'editto di Costantino, la basilica fu eretta inizialmente come edificio a doppia aula, ma la pianta fu modificata poco tempo dopo in una a croce latina e a tre navate.
    La costruzione continuò ad ampliarsi fino all'arrivo degli Unni di Attila, che devastarono la città e ne decimarono la popolazione, distruggendo parte del complesso basilicale.
    La ristrutturazione avvenne in epoca carolingia, ad opera del patriarca Massenzio, a partire dall'811, cui si devono, nei pressi, anche la cosiddetta chiesa dei pagani ed il battistero, ma ancora danneggiata nel 988 da un terremoto.
    L'edificio fu quindi in gran parte ricostruito nel sec. XI, in forme romaniche, ed arricchito dell'imponente campanile alto 73 metri, edificato con i marmi di riporto dell'antico anfiteatro, che divenne il modello delle successive torri campanarie locali.
    Restaurata dopo il terremoto del 1348, la chiesa presenta alcune aggiunte di matrice gotica, cui si aggiunsero, in epoca veneziana, elementi di stile rinascimentale, ed in particolare la realizzazione del grandioso soffitto ligneo.
    Dell'inizio del sec. IV rimane però il magnifico pavimento a mosaico, raffigurante scene allegoriche delle Sacre Scritture, che mescolano la nuova simbologia cristiana ad una raffinata rappresentazione naturalistica, vicina a modelli ellenistici.
    L'eccezionale stato di conservazione è dovuto al fatto di essere stato coperto fin dall'epoca medievale da una sovrapposizione lignea, venendo riportato alla luce solo nel 1909.
    Simboli del cristianesimo abbondano nelle varie figure di pesci, mentre allegorie del paradiso e della vita eterna sono offerte dagli uccelli sui rami e dai ritratti delle stagioni; ed ancora la chiesa è rappresentata nelle immagini del buon pastore attorniato da greggi d'ogni razza e dei pescatori che gettano le reti.
    Sulla navata destra in fondo, si trova la cappella di Sant'Ambrogio, voluta dalla famiglia Della Torre, che diede alla città quattro patriarchi, tre dei quali sepolti nella basilica, dentro monumentali arche tombali.
    Di grande rilievo la Cripta degli Scavi, che rappresenta una stratificazione archeologica a partire dai resti della "domus suburbana" di età augustea, nonché, del sec. XII, la Cripta degli Affreschi ed il cosiddetto Santo Sepolcro, costruito ad imitazione di quello di Gerusalemme.
   


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