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Stemma
SULL'EMILIA ROMAGNA

Impressioni

    Percorrendo la verde pianura nel primo mattino, s'incontrano chiome di alberi che sbucano dalla nebbia sottile e fascinosa, che via via si solleva fino a mostrare un sole ora velato, ora smagliante.
    Appaiono così le torri e le mura rossastre, di quel colore antico della terracotta marezzata dal tempo.
    Costruzioni imponenti, eppure eleganti, si stagliano contro il cielo, con le loro merlature che raccontano le storie millenarie dei signori e del popolo.
    Le piazze illustrano la vita delle città, il loro percorso sociale e comune, con i propri tempi e i propri modi, motivi, disegni, realtà.
    Le moli compatte dei palazzi si aprono, scoprendo al visitatore cuori di meraviglie e stupori.
    Le chiese celebrano fasti medievali, rinascimentali e barocchi, in una continuità di arte e bellezza, che trasmette al contempo inquietudine e benessere.
    Le lunghe e sterminate spiagge di sabbia chiara si segnano del passo di molte epoche, avvertendo lo spirito del tempo, trastullate dalle onde lievi dell'Adriatico.
    Lo sguardo vitreo e dorato degli sfarzi musivi bizantini si stende sugli ammiratori incantati, a raccontare le molte storie di civiltà oltremare.
    Ci si addentra poi verso i rilievi, fino all'Appennino, incontrando borghi e castelli, carichi di promesse d'arte e pullulanti di tracce preziose.
    Si avanza così, come cavalieri del passato, lungo le strade che sentirono il calpestio degli antichi Romani, e poi di molti popoli, con il loro seguito di carri e di carrozze altere.
    Voci di cortigiani ancora sembrano rincorrersi negli echi e nei segni dei cortili, dei chiostri e delle sale.
    Sovrani e imperatori che ancora imprimono il loro sigillo nelle testimonianze delle età dell'uomo, che si susseguono ormai senza confine.
   


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EMILIA ROMAGNA
EMILIA ROMAGNA
DA VISITARE

Basilica di San Vitale a Ravenna

    Sorta sul luogo in cui, secondo la tradizione, sarebbe stato martirizzato San Vitale, la basilica venne consacrata nel 547 circa, sotto l'imperatore Giustiniano.
    La pianta centrale ottagonale interpreta in modo originale i modelli preesistenti di grandi edifici paleocristiani, ed in particolare la chiesa di Santa Sofia a Costantinopoli.
    Il corpo più esterno, a due ordini, racchiude una torre ottagonale (tiburio) più alta.
    Due torri munite di scale, per l'accesso ai matronei, sovrastano il nartece all'ingresso, che non è in asse con l'abside della basilica, al fine di creare un effetto di disorientamento nel fedele entrante.
    La struttura esterna è in mattoni a vista, in contrasto con l'opulenza delle decorazioni interne, a simboleggiare la povertà esteriore terrena e la ricchezza del mondo spirituale.
    L'interno è caratterizzato da un grande ambiente centrale coperto da una cupola emisferica, sorretta da giganteschi pilastri a ventaglio tramite otto grandi arcate, una delle quali aperta verso il presbiterio, mentre le altre sette formano grandi esedre, divise in due ordini di archetti su colonne.
    All'ordine superiore corrisponde il matroneo, all'ordine inferiore l'ambulacro ottagonale, che gira tutto intorno e si interrompe in corrispondenza del presbiterio.
    La meravigliosa decorazione musiva degli ambienti, che ricopriva originariamente tutte le superfici, crea un effetto di dilatazione e indefinitezza dello spazio, riempiendo la vista di una luce aurea e rarefatta, con un'impressione di straordinaria magnificenza.
    Il punto focale è situato sul fronte dello spettacolare presbiterio, dove due angeli tengono la croce, similmente alla volta, dove quattro angeli sorreggono un medaglione con l'Agnello sacrificale su fondo azzurro con fiori stilizzati.
    Nella calotta dell'abside, Cristo porge la corona del martirio a San Vitale, mentre un angelo offre simbolicamente la chiesa a Sant'Ecclesio Vescovo.
    Ai lati dell'altare si trovano i celebri pannelli che ritraggono l'Imperatore Giustiniano e la moglie Teodora, circondati dalle rispettive corti in tutto il loro sfarzo, presente il vescovo Massimiano, all'ideale cerimonia di consacrazione della basilica.
   
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